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L'Animatore e la Piramide
(troppo vecchio per rispondere)
Temistocle
2008-07-28 19:44:46 UTC
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Chiunque abbia in testa un progetto, sappia mettere l'anima in azione
ed apportare un cambiamento, chiunque crei contesti che facilitino le
trasformazioni, magari attraverso la creatività che gli è propria, è un
Animatore. Il più grande di tutti lo chiamarono "Creatore".

Mi rendo perfettamente conto di quanto sia arduo sostenere un
cambiamento. Ancor più mi rendo conto di quanto sia difficile
l’attuarlo. Quello che so’ è che un cambiamento è sostenibile nel
momento in cui un sistema entra in crisi. Tutto il percorso storico è
stato caratterizzato da un sistema gerarchizzato. Se posso prendere a
prestito una metafora usata da uno studioso che stimo, possiamo dire
che fin ad ora il sistema era simile ad una piramide al cui vertice era
collocato il potere e che in tempi antichi era rappresentato, se non
incarnato, da un individuo. Poi, nel desiderio secolarizzante vi si
sono insediate oligarchie, lobbyes e burocorporazioni. I mattoni che
compongono la piramide sono comparti ordinati da rapporti gerarchici di
reddito, status e potere. In questo sistema l’ambiguità è nulla o quasi
in quanto basato sulla linearità dei movimenti, sulla prevedibilità. E’
un sistema basato sulla “certezza”. Va però aggiunto che questo sistema
era sostenibile in un ambiente a bassa complessità. L’Evo post-moderno
è invece l’Evo della complessità, della velocità, delle connessioni,
dei policentrismi, della pluridirezionalità, della trasformazione di
idee. Si affaccia l’immaterialesimo. Consumiamo più beni immateriali
che beni tangibili. L’ISTAT ci dice che drasticamente calano nelle
famiglie medie italiane i consumi sul fronte calzaturiero,
dell’abbigliamento, e via dicendo ma aumentano invece i consumi sul
fronte delle telecomunicazioni; internet, cellulari et cetera. Il
problema è che i mattoni di quella piramide nell’attuale sistema sono
oramai svincolati dal quel vertice unico. E’ come se la piramide fosse
esplosa ed ogni mattone se ne va per suo conto ma, mentre se si
trattasse di un frattale avrebbe in sé la capacità di dar conto del
tutto, in questo caso ogni mattone si rivela non autosufficiente. E’
chiaro che in questo scenario di ipercomplessità sistemica emergono
assieme alle contraddizioni anche i conflitti ed un certo disordine. I
mattoni non possono più essere riassemblati con i vecchi sistemi
disciplinari poiché è solo la interdisciplinarità che può rendere
chiaro ad ogni parte la valenza del tutto. Ragionare quindi, non più
per comparti ma, tra comparti. Le parole d’ordine da avanzare in questo
sistema psicotico sono; negoziazione continua, connessione e
facilitazione alla connessione.
Ragionare tra comparti significa mettere in connessione: pubblico e
privato, sociale ed economico, sanitario ed educativo, produttivo e
commerciale e via dicendo.
Al momento quindi si prospettano due strade. Una vedrebbe di buon grado
il ritorno verso un sistema gerarchizzato, pseudo imperiale e
verticale. Un sistema totale, adagiato su dogmi e costruito su sistemi
lineari. Per avere questo abbiamo però bisogno di eludere l’incertezza,
di evitare l’ambiguità ed allontanare la pluriculturalità a favore di
un pensiero unico. A mio parere si tratta di azzerare o rendere minima
l’ipercomplessità e, ciò non è più possibile.
Per l’altra strada, che è quella che io indico, occorre che l’individuo
per la prima volta nella storia, si attrezzi ed acquisisca competenze
ulteriori. Non è più sufficiente saper navigare bene un certo mare,
occorre essere attrezzati per poter navigare su mari differenti. Ad una
cultura duale si interpone una cultura di gruppo con sviluppi
orizzontali ed in cui ogni parte si sente soggetto ed artefice di un
cambiamento frutto di negoziazioni continue “qui” ed “adesso”. La
logica delle connessioni che sostituisce la gerarchizzazione, ha
bisogno di facilitatori. Questo non potrà non portare ad una
diminuzione dei livelli di delega e ad una flessibilità delle forme
statuali. Il nuovo cittadino sarà quindi pluriappartenente, soggetto
anziché assoggettato.

E’ chiaro che la prima strada sia la più semplice e veloce esonerandoci
dallo sforzo negoziale e concedendo deleghe che ci permetterebbero di
impegnarci meno, di assumerci meno certe responsabilità e, per ciò
stesso, di indirizzare le colpe verso un capro espiatorio. Ma è una
strada segnata dalla forza della coercizione e che riattualizza un
sistema totale ed imposto dall’alto, verticale e che guarda al passato
e, se vogliamo, a culture ottocentesche. Se, come suggerisce Di Pietro
oggi, si potesse parlare di post-ideologia questo presupporrebbe l’aver
preso atto che le idee abbiano avuto modo di connettersi, di comunicare
tra loro e negoziare i nuovi bi-sogni facendo in modo che le genti, nel
riprogettare il futuro, tornino ad avere la capacità di perseguire
sogni. Ma il tessuto è mutato ed il connessionismo è una risposta alla
nevrosi imperante che, per timore, si chiude ed erige barriere ad altre
possibilità viste come rischiose. Occorre quindi un metodo ed invece
che post-ideologie occorre forse noi si parli di new-ideologie.

Occorre quindi un Animatore, un vero Animatore, anche in politica. Un
tecnico che sappia facilitare le connessioni attrezzato delle dovute
competenze.

Saluti,
Temistocle
--
Temistocle

http://temistocliadi.blogspot.com/
piotr
2008-07-28 20:05:31 UTC
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Post by Temistocle
Chiunque abbia in testa un progetto, sappia mettere
l'anima in azione ed apportare un cambiamento, chiunque
crei contesti che facilitino le trasformazioni, magari
attraverso la creatività che gli è propria, è un
Animatore.
Mah.
http://it.wikipedia.org/wiki/Friedrich_von_Hayek
Temistocle
2008-07-28 20:41:02 UTC
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Post by piotr
Post by Temistocle
Chiunque abbia in testa un progetto, sappia mettere
l'anima in azione ed apportare un cambiamento, chiunque
crei contesti che facilitino le trasformazioni, magari
attraverso la creatività che gli è propria, è un
Animatore.
Mah.
http://it.wikipedia.org/wiki/Friedrich_von_Hayek
Non capisco, ti prego di argomentare la tua perplessità con parole tue,
anche perché non ho ben compreso se le tue perplessità sono dovute alla
definizione che ho dato di animazione, visto che hai quotato solo
quella o su tutto il resto.

In altra sede il contributo ha dato origine ad un buon dibattito con
obiezioni pertinenti, non posso accontentarmi di un "mah". Taluni in
risposta mi hanno anche detto, non condividendo appieno il mio scritto,
di andarmi a rivedere la teoria dei giochi a somma zero. Altri hanno
parlato di approccio sistemico. Io sono intervenuto in seguito con
l'Action researc. Ma nessuno mi ha risposto con un "mah" :-)

Temistocle
--
Temistocle

http://temistocliadi.blogspot.com/
piotr
2008-07-29 18:55:34 UTC
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Post by Temistocle
Post by piotr
Post by Temistocle
Chiunque abbia in testa un progetto, sappia mettere
l'anima in azione ed apportare un cambiamento, chiunque
crei contesti che facilitino le trasformazioni, magari
attraverso la creatività che gli è propria, è un
Animatore.
Mah.
http://it.wikipedia.org/wiki/Friedrich_von_Hayek
Non capisco, ti prego di argomentare la tua perplessità con parole tue,
Segui il link, puo' essere una traccia per scoprire un mondo
che magari ti e' ignoto, e t'interessa.
Non mi riferisco all'animatore, anzi (del resto perche'
dovrebbe essere una persona, eppoi anche le persone sono
fatte di tanti pezzi).
Non voglio essere preciso apposta, per lasciarti il piu'
libero possibile di esplorare e cavarci il tuo.
Charles
2008-07-29 18:32:31 UTC
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Occorre quindi un Animatore, un vero Animatore, anche in politica. Un tecnico
che sappia facilitare le connessioni attrezzato delle dovute competenze.
la situazione italiana, ma potrei dire quella occidentale in genere, mi
ricorda la democrazia ateniese negli ultimi anni della guerra del
peloponneso. dove si produceva un pericle, ora si affaccia alcibiade.
c'è una crisi nell'identità culturale, non vedo come un metodo oppure
un "animatore", possano arrestare questo processo.
siamo nella fase oligarchica, presto saremo vinti da una civiltà più
forte, a mio modo di vedere.
--
La piena irresponsabilità dell'uomo per il suo agire e per il suo
essere è la goccia più amara che chi persegue la conoscenza deve
inghiottire.
F. Nietzsche
piotr
2008-07-29 18:51:55 UTC
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Raw Message
Temistocle ci ha detto : siamo nella fase oligarchica,
presto saremo vinti da una civiltà più forte, a mio modo
di vedere.
Trovarne una...
E' difficile dire comunque, direi che le idee e le
personalita' "forti" vengono fuori quando servono, in queste
condizioni non possono che languire.
Charles
2008-07-29 23:24:46 UTC
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Post by piotr
Trovarne una...
E' difficile dire comunque, direi che le idee e le
personalita' "forti" vengono fuori quando servono, in queste
condizioni non possono che languire.
da alcuni anni ho maturato l'idea che gli uomini capaci di produrre un
cambiamento, sono più spesso persone dalla moralità debole, capaci cioè
di saltare quel muretto che agli altri appare come un bastione
invalicabile. chi ha una moralità forte invece, troverà sempre uno
scrupolo di troppo tra se e la possibilità di rompere un legame
consolidato. ma forse è solo un mio pregiudizio.
--
La piena irresponsabilità dell'uomo per il suo agire e per il suo
essere è la goccia più amara che chi persegue la conoscenza deve
inghiottire.
F. Nietzsche
Temistocle
2008-07-29 20:55:21 UTC
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Raw Message
Post by Charles
Post by Temistocle
Occorre quindi un Animatore, un vero Animatore, anche in politica. Un
tecnico che sappia facilitare le connessioni attrezzato delle dovute
competenze.
la situazione italiana, ma potrei dire quella occidentale in genere, mi
ricorda la democrazia ateniese negli ultimi anni della guerra del
peloponneso. dove si produceva un pericle, ora si affaccia alcibiade. c'è una
crisi nell'identità culturale, non vedo come un metodo oppure un "animatore",
possano arrestare questo processo.
siamo nella fase oligarchica, presto saremo vinti da una civiltà più forte, a
mio modo di vedere.
Ho un concetto nobile ed alto dell'Animazione, suppongo lo si evinca
dalla premessa. L'Animatore non deve arrestare un processo di
cambiamento, deve invece favorire il cambiamento e sà che ogni
cambiamento è facilitato da periodi di crisi. Io stesso quando lavoro
con dei gruppi, al fine di favorire un cambiamento induco a dei momenti
di crisi e conflittuali. Non vi è nulla di terrifico in questo. Poi
però occorre mettere in atto strategie per poter gestire i conflitti.

Anche sull'identità ho delle obiezioni da fare ad alcuni che, come Ida
Magli ad esempio, ne parlano quasi fosse un prodotto di un qualche
libero mercato e da conservare. L'identità nasce dal confronto con ciò
che è altro da noi. Dirò "io" al momento in cui mi sarà chiaro chi è
quel "tu" che mi sta dinnanzi. L'identità non si ha una volta per
tutte, piuttosto la si costruisce e la si plasma grazie ad un confronto
con l'altro da sé.

Altra cosa da dire, per risponderVi, non credo, ed il mio post andava
in quella direzione, noi si debba attendere l'uomo forte, piuttosto
dobbiamo creare idee forti. Per questo occorre attrezzarsi ed acquisire
competenze ed instaurare sinergie adagiate sulla multidisciplinarità
così come già da tempo ebbe a suggerire, intuendone l'importanza, Kurt
Lewin.

Non condivido in oltre il tipo di pensiero lierista che mi propone
"piotr", soprattutto quando si afferma che lo stato deve occuparsi solo
delle leggi per regolamentare il mercato, scusatemi l'aspetto riduttivo
ma credo che lo stato, debba si occuparsi e controllare meno cose,
molto meno di ora, ma il welfare state deve essere un aspetto
prioritario e che va governato su basi etiche e di giustizia sociale
senza entrare necessariamente nella logica del mercato e lo dico io che
mi occupo di sociale ed ho una partita IVA.

Temistocle
--
Temistocle

http://temistocliadi.blogspot.com/
piotr
2008-07-29 21:25:20 UTC
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ma il welfare state deve essere un aspetto prioritario e
che va governato su basi etiche e di giustizia sociale
senza entrare necessariamente nella logica del mercato e
lo dico io che mi occupo di sociale ed ho una partita
IVA.
Mah. Troppa retorica, e ricerca dell'applauso.
Temistocle
2008-07-29 22:28:22 UTC
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Post by piotr
ma il welfare state deve essere un aspetto prioritario e
che va governato su basi etiche e di giustizia sociale
senza entrare necessariamente nella logica del mercato e
lo dico io che mi occupo di sociale ed ho una partita
IVA.
Mah. Troppa retorica, e ricerca dell'applauso.
Può essere. Dove vedi la retorica e dove il mio esibizionismo. Se mi
giudichi e vuoi che il tuo giudizio sia per me rispettabile, non puoi
continuare con dei Mah! Se metto dei post in un news group è perché
cerco interlocutori con cui potermi confrontare e, se nei confronti
emergono critiche, ben vengano perché se, come dici si cercano gli
applausi, plausibilmente ci si debbono pure aspettare dei fischi ma,
chi li ricesevesse, anche sotto la tua giurisdizione, avrà pure il
diritto di chiederne conto.
--
Temistocle

http://temistocliadi.blogspot.com/
piotr
2008-07-30 22:10:01 UTC
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Post by Temistocle
Post by piotr
Post by Temistocle
ma il welfare state deve essere un aspetto
prioritario e che va governato su basi etiche e di
giustizia sociale senza entrare necessariamente nella
logica del mercato e lo dico io che mi occupo di
sociale ed ho una partita IVA.
Mah. Troppa retorica, e ricerca dell'applauso.
Può essere. Dove vedi la retorica e dove il mio
esibizionismo. Se mi giudichi e vuoi che il tuo giudizio
sia per me rispettabile, non puoi continuare con dei Mah!
Purtroppo governare su basi etiche e di giustizia sociale e'
altamente pericoloso. Di solito chi parla di aiuto ai poveri
e' lo stesso che subdolamente crea le condizioni perche' i
poveri siano tali, impedendo loro di farsi strada e
acquisire dignita' da se', anche solo definendoli tali. Il
nostro sindacato e' un campione mondiale in questo. Il ferreo
corporativismo che risulta quasi sempre dallo Stato che
governa su basi etiche e di giustizia sociale e' la conferma
di cio'.
L'elemosina la esige solo chi non la merita, questo e' il
grande paradosso dello "stato sociale", che puo' essere
risolto solo con la "navigazione a vista", e tanta dignita'
da ambo le parti. Merce sempre piu' scarsa.
Chiunque si occupa di sociale, anche quando si fa i cazzi
suoi, magari di piu' e senza farlo pesare.
Temistocle
2008-07-30 22:27:41 UTC
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Post by piotr
Chiunque si occupa di sociale, anche quando si fa i cazzi
suoi, magari di piu' e senza farlo pesare.
Ti ringrazio per la franchezza. Capisco quando parli di etica e morale
e poi alla fine del post trovi una partita IVA. Ma, è vero, io lavoro
nel sociale ed ho una partita IVA. Se vuoi possiamo parlare del mio
lavoro, di lavoro. Tu che mestiere fai?
--
Temistocle

http://temistocliadi.blogspot.com/
Charles
2008-07-30 22:41:53 UTC
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Raw Message
Ti ringrazio per la franchezza. Capisco quando parli di etica e morale e poi
alla fine del post trovi una partita IVA. Ma, è vero, io lavoro nel sociale
ed ho una partita IVA. Se vuoi possiamo parlare del mio lavoro, di lavoro. Tu
che mestiere fai?
scusa se mi intrometto, ma vedo che insisti su questa velata
incompatibilità. anch'io svolgo la mia attività con partita iva, ma non
ho alcuna difficoltà a conciliarla con un'etica del lavoro ad esempio.
sputa il rospo dai...
:-)
--
La piena irresponsabilità dell'uomo per il suo agire e per il suo
essere è la goccia più amara che chi persegue la conoscenza deve
inghiottire.
F. Nietzsche
Temistocle
2008-07-30 23:22:02 UTC
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Ti ringrazio per la franchezza. Capisco quando parli di etica e morale e
poi alla fine del post trovi una partita IVA. Ma, è vero, io lavoro nel
sociale ed ho una partita IVA. Se vuoi possiamo parlare del mio lavoro, di
lavoro. Tu che mestiere fai?
scusa se mi intrometto, ma vedo che insisti su questa velata incompatibilità.
anch'io svolgo la mia attività con partita iva, ma non ho alcuna difficoltà a
conciliarla con un'etica del lavoro ad esempio.
sputa il rospo dai...
:-)
La penso esattamente come te :-) non vedo nessuna incompatibilità. Però
io ritengo, se si volesse generalizzare il discorso, che un cenno vada
fatto alle verifiche, ed alle modalità di verifica. Anzitutto ci sono
professioni che più di altre avrebbero bisogno di verifiche, ma che
stranamente sono sottoposte a verifiche raramente. Le professioni
sociali sono sicuramente tra queste, come d'altra parte molte
professioni "immateriali". Ma il sistema di verifiche non è semplice
come potrebbe esserlo nel verificare, ad esempio, la messa in opera di
un cantiere. Nel sociale dovrebbe esistere un sistema di verifiche più
complesso. Anzi, il sistema di verifiche dovrebbe essere materia seria
di studio. Stabilire e chiarire, chi verifica cosa. Stabilire se il
bisogno espresso viene soddisfatto con una prestazione è già un ottimo
modo per conciliare l'etica con la partita IVA.
--
Temistocle

http://temistocliadi.blogspot.com/
Charles
2008-07-30 23:30:57 UTC
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Raw Message
La penso esattamente come te :-) non vedo nessuna incompatibilità. Però io
ritengo, se si volesse generalizzare il discorso, che un cenno vada fatto
alle verifiche, ed alle modalità di verifica. Anzitutto ci sono professioni
che più di altre avrebbero bisogno di verifiche, ma che stranamente sono
sottoposte a verifiche raramente. Le professioni sociali sono sicuramente tra
queste, come d'altra parte molte professioni "immateriali". Ma il sistema di
verifiche non è semplice come potrebbe esserlo nel verificare, ad esempio, la
messa in opera di un cantiere. Nel sociale dovrebbe esistere un sistema di
verifiche più complesso. Anzi, il sistema di verifiche dovrebbe essere
materia seria di studio. Stabilire e chiarire, chi verifica cosa. Stabilire
se il bisogno espresso viene soddisfatto con una prestazione è già un ottimo
modo per conciliare l'etica con la partita IVA.
comprendo ciò che intendi, ma temo che alla base del ragionamento ci
sia una sopravvalutazione del metodo, mi permetto di dire in punta di
piedi. in fondo nessun sistema è ottimale, se i comportamenti non sono
adeguati allo scopo.
--
La piena irresponsabilità dell'uomo per il suo agire e per il suo
essere è la goccia più amara che chi persegue la conoscenza deve
inghiottire.
F. Nietzsche
Temistocle
2008-07-30 23:59:48 UTC
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Raw Message
La penso esattamente come te :-) non vedo nessuna incompatibilità. Però io
ritengo, se si volesse generalizzare il discorso, che un cenno vada fatto
alle verifiche, ed alle modalità di verifica. Anzitutto ci sono professioni
che più di altre avrebbero bisogno di verifiche, ma che stranamente sono
sottoposte a verifiche raramente. Le professioni sociali sono sicuramente
tra queste, come d'altra parte molte professioni "immateriali". Ma il
sistema di verifiche non è semplice come potrebbe esserlo nel verificare,
ad esempio, la messa in opera di un cantiere. Nel sociale dovrebbe esistere
un sistema di verifiche più complesso. Anzi, il sistema di verifiche
dovrebbe essere materia seria di studio. Stabilire e chiarire, chi verifica
cosa. Stabilire se il bisogno espresso viene soddisfatto con una
prestazione è già un ottimo modo per conciliare l'etica con la partita IVA.
comprendo ciò che intendi, ma temo che alla base del ragionamento ci sia una
sopravvalutazione del metodo, mi permetto di dire in punta di piedi. in fondo
nessun sistema è ottimale, se i comportamenti non sono adeguati allo scopo.
In effetti è così, non so se stò sopravvalutando il metodo, sicuramente
lo stò valutando. Dove non c'è metodo, a volte ed in certi casi, sembra
si insinui un certo tipo di politica. Se un chirurgo operra bene,
spesso lo vediamo dall'esito dell'intervento. Valutare invece, ad
esempio, un educatore, è molto più complesso ed articolato, quindi
siccome complesso, l'unico controllo - verifica che viene effettuato è
politico. Vorrei che il metodo su certe verifiche venga valutato
maggiormente, non sopravvalutato.

Temistocle
--
Temistocle

http://temistocliadi.blogspot.com/
Charles
2008-07-31 00:43:47 UTC
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Raw Message
In effetti è così, non so se stò sopravvalutando il metodo, sicuramente lo
stò valutando. Dove non c'è metodo, a volte ed in certi casi, sembra si
insinui un certo tipo di politica. Se un chirurgo operra bene, spesso lo
vediamo dall'esito dell'intervento. Valutare invece, ad esempio, un
educatore, è molto più complesso ed articolato, quindi siccome complesso,
l'unico controllo - verifica che viene effettuato è politico. Vorrei che il
metodo su certe verifiche venga valutato maggiormente, non sopravvalutato.
provo a costruire un pensiero su due piedi.
quando un modello organizzativo va in crisi, che sia sociale o
economico è indifferente, la scelta più facile, direi quasi a portata
di mano, è quella di cambiare. ma il fallimento di un sistema non ne
sancisce necessariamente l'invalidità tout court, a mio modo di vedere,
soprattutto se ha dato buona dimostrazione di se in passato oppure in
altri contesti. l'instaurazione dell'oligarchia a danno della
democrazia in atene verso la fine del 5° secolo a.c. ad esempio,
procurò il contrario di ciò che si desiderava, ovvero un'accellerazione
del processo di decadenza e infatti, dopo nemmeno un decennio di
governo dei trenta, si tornò al precedente ordinamento con discreto
vantaggio per la città. dove voglio arrivare con questo discorso, se si
prescinde dai comportamenti volontari degli individui, ovvero dalla
moralità che ciascuno è capace di esprimere senza coercizione rispetto
all'ordine di valori che un gruppo omogeneo condivide, non vedo come un
sistema di controllo possa sperare di indurne (ti prego di scusarmi se
è un pò contorto). alla base di questo meccanismo c'è sempre stato il
nucleo familiare, un buon chirurgo o un educatore coscenzioso nascono
lì, a mio modesto parere. se la famiglia sforna un individuo abietto e
meschino, non c'è sistema di verifica che possa sanare il danno
procurato alla comunità. a me sembra che quando diffusamente si avverte
più conveniente l'illegalità, basta passare alle vie di fatto perchè la
civiltà sia finita, indipendentemente dai sistemi.
--
La piena irresponsabilità dell'uomo per il suo agire e per il suo
essere è la goccia più amara che chi persegue la conoscenza deve
inghiottire.
F. Nietzsche
Charles
2008-07-31 19:18:34 UTC
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Raw Message
se la famiglia sforna un individuo abietto e meschino, non c'è sistema di
verifica che possa sanare il danno procurato alla comunità.
intendevo questo tipo di pagnotta

http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_732043881.html
--
La piena irresponsabilità dell'uomo per il suo agire e per il suo
essere è la goccia più amara che chi persegue la conoscenza deve
inghiottire.
F. Nietzsche
Temistocle
2008-08-01 17:31:00 UTC
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Raw Message
alla base di questo meccanismo c'è sempre stato il nucleo
familiare, un buon chirurgo o un educatore coscenzioso nascono lì, a mio
modesto parere. se la famiglia sforna un individuo abietto e meschino, non
c'è sistema di verifica che possa sanare il danno procurato alla comunità. a
me sembra che quando diffusamente si avverte più conveniente l'illegalità,
basta passare alle vie di fatto perchè la civiltà sia finita,
indipendentemente dai sistemi.
Scusami ma, non so se ho ben compreso. Tu asserisci che tutto parte dal
nucleo famigliare e, mi par d'aver capito che pure le competenze,
seppur per via indiretta, possono e dovono essere ricondotto al sistema
famiglia che è il luogo in cui l'individuo ha iniziato a prender forma.
Però permettimi, io potrei essere una persona onesta, sensibile e
sincera ed è sicuramente un buon presupposto, ma se ad esempio faccio,
tanto per riprendere l'esempio, l'educatore o il chirurgo o pure
l'impresario edile, occorre io dimostri di saper usare al meglio gli
strumenti che posseggo per giugere alla finalità che il collettivo mi
impone: l'educatore dovrà creare cuori e menti per il futuro ad
esempio, il chirurgo sanare il malato, l'impresario edile costruire
case che reggano. Insomma, la valutazione o meglio come alcuni la
chiamano evaluation, è un sistema di misurazione competente della bontà
di un operare avendo chiaro l'obiettivo cui si vuol giungere. Tutto
questo a prescindere da un fatto soggettivo come mi pare tu abbia
voluto avidenziare. Dimmi se ho male interpretato il tuo pensiero o se
non ho ben compreso qualcosa.

Temistocle

P.s
beh, certo, il 5° secolo A.C sono anni che ricordo con nostalgia, gli
anni in cui tornavo vincitore da Salamina :)
--
Temistocle

http://temistocliadi.blogspot.com/
Charles
2008-08-02 22:43:34 UTC
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Raw Message
Insomma, la valutazione o meglio come alcuni la chiamano
evaluation, è un sistema di misurazione competente della bontà di un operare
avendo chiaro l'obiettivo cui si vuol giungere. Tutto questo a prescindere da
un fatto soggettivo come mi pare tu abbia voluto avidenziare. Dimmi se ho
male interpretato il tuo pensiero o se non ho ben compreso qualcosa.
hai compreso bene :-)
si può dissentire ovviamente, ma ti prego di riflettere sull'approccio
specialistico della formazione, com'è ad esempio negli stati uniti.
si può sfornare un grande architetto certo, ma cosa me ne faccio,
banalmente mi chiedo, se la sua moralità non gli impedisce di edificare
ponti e case col semolino? non solo tutta l'arte nell'utilizzo degli
strumenti è inutile, se non siamo prima capaci di costruire un
individuo dalla personalità completa, ma persino la scelta del metodo
rischia di essere un'allucinata inutilità. dovendo modellare una
figura, è come lambiccarsi il cervello sulla tecnica da utilizzare,
senza curarsi della qualità della creta che si ha per le mani.
francamente temo che i sistemi siano largamente sopravvalutati un pò
per ingenuità, ma spesso perchè è più comodo scaricare una
responsabilità su un soggetto immateriale, piuttosto che criminalizzare
il comportamento di persone in carne ed ossa, specie se votano.
Temistocle
P.s
beh, certo, il 5° secolo A.C sono anni che ricordo con nostalgia, gli anni in
cui tornavo vincitore da Salamina :)
ho sempre tifato per te
lol
--
La piena irresponsabilità dell'uomo per il suo agire e per il suo
essere è la goccia più amara che chi persegue la conoscenza deve
inghiottire.
F. Nietzsche
Temistocle
2008-08-04 21:35:16 UTC
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Raw Message
Post by Charles
hai compreso bene :-)
si può dissentire ovviamente, ma ti prego di riflettere sull'approccio
specialistico della formazione, com'è ad esempio negli stati uniti.
si può sfornare un grande architetto certo, ma cosa me ne faccio, banalmente
mi chiedo, se la sua moralità non gli impedisce di edificare ponti e case col
semolino? non solo tutta l'arte nell'utilizzo degli strumenti è inutile, se
non siamo prima capaci di costruire un individuo dalla personalità completa,
ma persino la scelta del metodo rischia di essere un'allucinata inutilità.
dovendo modellare una figura, è come lambiccarsi il cervello sulla tecnica da
utilizzare, senza curarsi della qualità della creta che si ha per le mani.
francamente temo che i sistemi siano largamente sopravvalutati un pò per
ingenuità, ma spesso perchè è più comodo scaricare una responsabilità su un
soggetto immateriale, piuttosto che criminalizzare il comportamento di
persone in carne ed ossa, specie se votano.
Si, capisco. Capisco ma credo che siano differenti livelli di
valutazione del problema e, penso che l'una cosa non debba e non possa
escludere l'altra. Cosa me ne faccio ad esempio e riprendendo l'esempio
da te riportato, di una persona moralmente ineccepibile che per
professione progetta case e che, però, non ha acquisito le tecniche più
appropriate per poterlo fare? Ma se, come dicevo all'inizio del nostro
discorso, è ancora abbastanza facile poter verificare nel caso preso ad
esempio, non lo è invece nel campo delle professioni immateriali; in
questi casi, non è né semplice né consueto. Ti faccio e mi scuserai per
questo, un riferimento personale. Per lavoro io sono pagato per creare
ambiti e situazioni che possano donare benessere alle persone cui
rivolgo le mie competenze. Se vengo pagato da un privato, questo
valuterà da se il passaggio di stato da una situazione di disagio, ad
esempio, ad una più, come dire, confortevole. E' chiaro che se
sperimenta questo continuerà a pagarmi. Nelle strutture pubbliche,
strutture in cui mi capita di lavorare, nessuno verifica nulla e la
prestazione continua ad essere pagata non ostante i risultati che
ottengo. E' a questo punto che, in coscienza, io mi pongo il problema
di essere valutato e verificato ma, in genere, in questi ambiti si
compie una valutazione che è in sé terminologicamente, una pura
faccenda politica e di controllo del consenso tanto che molti di noi si
sentono una sorta di "guardiani del consenso". Serve uno psicologo
nella struttura? un sociologo? un animatore, un educatore? L'importante
è che ci sia, poi come opera e soprattutto, per Chi opera e per Cosa
opera non se lo chiede nessuno altrimenti si scoprirebbe che spesso
egli opera per il politico di turno e per fare in modo che egli aumenti
i consensi. Questo è un sistema sbagliato in cui se viene inserita una
persona, diciamo moralmente sana? Essa sarà portata col tempo ad
assecondare queste dinamiche rifratte dall'obiettivo. Tutto ciò genera
negli operatori il burn out ed entrerà in una sorta di cortucircuito
che lo brucerà. Sai quante volte veniamo scambiati per ciò che non
siamo, non siamo ad esempio né suore né preti, siamo professionisti che
dobbiamo essere capaci di metterci nei panni dell'altro, di sentire le
loro paure, le loro angosce, il loro dolore. Si chiama empatia ed è una
sorta di fredda simpatia, ma occorre saperla agire. Occorre aver
esperito quella sorta di pratica iniziatica, quasi mistica, di cui
parlava pure Malinowski (così rientriamo nell'in topic) in cui devo
assumere come problematico il rapporto tra soggetto ed oggetto. Nel
caso io sò che mentre agisco ricerco e mentre ricerco agisco, sò quindi
che cambio quando cambia l'oggetto e, l'oggetto, cambia mentre cambio
io. E' quel che avviene anche per la meccanica quantistica in cui per
vedere il campo devo per forza illuminarlo con un fascio di luce ma il
fascio di luce modifica il campo e ne è da esso modificato.

La famiglia, i suoi membri, sono un sistema che ha funzionato e può
continuare a funzionare ma è mutata nella sua struttura così come è
mutato il contesto sociale in cui è inserita a partire dal fatto che
oggi abbiamo un contesto secolarizzato. Non riusciamo più a scorgere il
futuro e, se è avvilente per noi che siamo adulti, o per lo meno io lo
sono avendo oramai 45 anni, è drammatico per i nostri figli, pieni di
energia, un'energia che ha la vocazione di muoversi all'avanti ma che,
non trovando sbocchi dinamici implode e lo può fare solo con moti
violenti. Mi fermo perché mi rendo conto che ho sfiorato la superficie
di troppe cose e non vorrei finire col banalizzare discorsi che mi
stanno a cuore. Vedi un po tu se vuoi rispondermi ed a cosa, vuoi
rispondermi, di certo l'Animatore in questo caso sei stato tu se hai
stimolato in me una simile prolissità logorroica e, forse, pure
pedante.
Post by Charles
P.s
beh, certo, il 5° secolo A.C sono anni che ricordo con nostalgia, gli anni
in cui tornavo vincitore da Salamina :)
ho sempre tifato per te
lol
:-) ..e vorrei vedere, ho aperto le prospettive verso il mare ed ho
offerto un modello sociale, contrapposto a quello spartano che era di
chiusura e di difesa dalla diversità contaminante ed a protezione dello
status quò. Poi sarò stato uno stratego astuto e valente, ma ho pagato
il tutto con l'ostracismo .. cribbio!

Temistocle

P.s
Quando mi chiesero come mai uno potente quanto me diede in moglie la
propria figlia ad un uomo povero ebbi a rispondere: "meglio un uomo
senza ricchezze che ricchezze senza uomo". Oggi abbiamo dei presidenti
del consiglio che donano le ricchezze delle loro figlie a qualsiasi
uomo.
--
Temistocle

http://temistocliadi.blogspot.com/
Charles
2008-08-05 00:01:13 UTC
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Raw Message
Si, capisco. Capisco ma credo che siano differenti livelli di valutazione del
problema e, penso che l'una cosa non debba e non possa escludere l'altra.
infatti, ma è proprio questo il punto che intendevo mettere in rilievo,
cioè che i due aspetti giocano un ruolo paritario. ma più spesso sui
sistemi, che non sulla qualità delle persone, ho visto costruire
ipotesi di modelli organizzativi, panacea di tutti i mali dell'umanità.
probabilmente sono vittima di un pregiudizio che mi fa scattare una
molla quando sento parlare di sistemi, perchè quest'approccio tende a
prescindere dai comportamenti individuali, mentre è più raro il
contrario. scusa se non approfondisco ora, ma ho avuto una giornata
pesante.
Oggi abbiamo dei presidenti del consiglio che donano le ricchezze delle loro
figlie a qualsiasi uomo.
ma anche figlie che si accontentano delle ricchezze di un uomo
qualsiasi.
:-)
--
La piena irresponsabilità dell'uomo per il suo agire e per il suo
essere è la goccia più amara che chi persegue la conoscenza deve
inghiottire.
F. Nietzsche
Temistocle
2008-08-05 06:54:05 UTC
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Raw Message
Si, capisco. Capisco ma credo che siano differenti livelli di valutazione
del problema e, penso che l'una cosa non debba e non possa escludere
l'altra.
infatti, ma è proprio questo il punto che intendevo mettere in rilievo, cioè
che i due aspetti giocano un ruolo paritario.
Non posso che concordare.
Oggi abbiamo dei presidenti del consiglio che donano le ricchezze delle loro
figlie a qualsiasi uomo.
ma anche figlie che si accontentano delle ricchezze di un uomo qualsiasi.
:-)
Vero. Sarà per questo che poi, nel chiamare il concupito usano termini
quali, ad esempio: *tesoruccio mio!* :)

Temi
--
Temistocle

http://temistocliadi.blogspot.com/
Charles
2008-07-29 22:38:04 UTC
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Raw Message
Ho un concetto nobile ed alto dell'Animazione, suppongo lo si evinca dalla
premessa. L'Animatore non deve arrestare un processo di cambiamento, deve
invece favorire il cambiamento e sà che ogni cambiamento è facilitato da
periodi di crisi. Io stesso quando lavoro con dei gruppi, al fine di favorire
un cambiamento induco a dei momenti di crisi e conflittuali. Non vi è nulla
di terrifico in questo. Poi però occorre mettere in atto strategie per poter
gestire i conflitti.
avevi fatto riferimento ad alcune obiezioni che ti sono state mosse,
tipo quella della teoria dei giochi ed è in quest'ottica che intendevo
la crisi d'identità culturale. secondo quanto dimostrato da nash a
danno di adam smith, "il risultato migliore si ottiene quando ogni
componente del gruppo fa ciò che è meglio per sé e per il gruppo,
secondo la teoria delle dinamiche dominanti". ecco io temo che si sia
cessato di fare ciò che è meglio per il gruppo e non mi aspetto un
cambiamento; perchè se è vero che i cambiamenti sono facilitati da
periodi di crisi, è pur vero che una crisi non porta necessariamente un
cambiamento, ma può condurre una civiltà al capolinea passando per una
lunga agonia.
--
La piena irresponsabilità dell'uomo per il suo agire e per il suo
essere è la goccia più amara che chi persegue la conoscenza deve
inghiottire.
F. Nietzsche
Temistocle
2008-07-30 18:36:50 UTC
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avevi fatto riferimento ad alcune obiezioni che ti sono state mosse, tipo
quella della teoria dei giochi ed è in quest'ottica che intendevo la crisi
d'identità culturale. secondo quanto dimostrato da nash a danno di adam
smith, "il risultato migliore si ottiene quando ogni componente del gruppo fa
ciò che è meglio per sé e per il gruppo, secondo la teoria delle dinamiche
dominanti". ecco io temo che si sia cessato di fare ciò che è meglio per il
gruppo e non mi aspetto un cambiamento; perchè se è vero che i cambiamenti
sono facilitati da periodi di crisi, è pur vero che una crisi non porta
necessariamente un cambiamento, ma può condurre una civiltà al capolinea
passando per una lunga agonia.
Hai ragione, non necessariamente una crisi conduce ad un cambiamento,
va essa gestita in maniera competente. Un buon Animatore deve possedere
queste competenze e, soprattutto, ad un buon Animatore non è concesso
il pessimismo.

Il gruppo deve creare attorno a sé un idem sentire, cercare di muovere
gli sguardi verso obiettivi comuni e condivisi. Quando ci si muove e si
va verso un obiettivo, occorrerebbe che, anche in itinere e, di tanto
in tanto, venga posta la domanda, "per Chi" e "per Cosa" si fa quel che
si fa. Un gruppo non è poi un semplice insieme di persone, ogni gruppo
segue un percorso, ha una gestazione, matura ed evolve a suo modo.

E' pur vero che le cose non rimangono immutate all'infinito ma il mio
ottimismo mi fa parlare di trasformazioni piuttosto che di "capolinea".
Ho un'immagine circolare, forse grupparla di ciò che tu hai espresso e
che mi pare più confacente ad un sistema lineare, giudaico-cristiano,
dove ha senso un inizio ed una fine (il capolinea-la morte). A mio
parere, ciò che sarà, non sarà più come prima ma il prodotto futuro
dovrà contenere in sè anche i semi del passato. In pratica e mi appello
pure al secondo principio della termodinamica: "Nulla si crea, nulla si
distrugge ma tutto si trasforma".

Temistocle
--
Temistocle

http://temistocliadi.blogspot.com/
Charles
2008-07-30 22:37:52 UTC
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Raw Message
Il gruppo deve creare attorno a sé un idem sentire, cercare di muovere gli
sguardi verso obiettivi comuni e condivisi. Quando ci si muove e si va verso
un obiettivo, occorrerebbe che, anche in itinere e, di tanto in tanto, venga
posta la domanda, "per Chi" e "per Cosa" si fa quel che si fa. Un gruppo non
è poi un semplice insieme di persone, ogni gruppo segue un percorso, ha una
gestazione, matura ed evolve a suo modo.
il punto è, almeno a me così sembra, che l'attuale animatore ragiona
come adam smith, sta spremendo il gruppo come un limone. l'esempio
viene oltretutto seguito largamente, sicchè sono un pelino più
pessimista di te.
--
La piena irresponsabilità dell'uomo per il suo agire e per il suo
essere è la goccia più amara che chi persegue la conoscenza deve
inghiottire.
F. Nietzsche
Temistocle
2008-07-30 22:51:35 UTC
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Raw Message
Il gruppo deve creare attorno a sé un idem sentire, cercare di muovere gli
sguardi verso obiettivi comuni e condivisi. Quando ci si muove e si va
verso un obiettivo, occorrerebbe che, anche in itinere e, di tanto in
tanto, venga posta la domanda, "per Chi" e "per Cosa" si fa quel che si fa.
Un gruppo non è poi un semplice insieme di persone, ogni gruppo segue un
percorso, ha una gestazione, matura ed evolve a suo modo.
il punto è, almeno a me così sembra, che l'attuale animatore ragiona come
adam smith, sta spremendo il gruppo come un limone. l'esempio viene
oltretutto seguito largamente, sicchè sono un pelino più pessimista di te.
Lo vedo :-)

Beh, comunque un buon animatore non dovrebbe prender parte al gruppo,
seppur certe volte capiti, l'animatore dovrebbe facilitare la nascita
del gruppo e fare in modo che i componenti possano, con spirito di
gruppo, perseguire gli obiettivi che riescono a condividere. Quello che
tu chiami animatore, in effetti è altra cosa. Qui, comunque, più che
l'animatore, è l'Animazione che ha qualcosa da dire
--
Temistocle

http://temistocliadi.blogspot.com/
Charles
2008-07-30 23:23:35 UTC
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Qui, comunque, più che l'animatore, è l'Animazione che ha qualcosa da dire
forse ho bisogno che mi esponi in modo più esteso cosa intendi per
animazione, perchè mi sa che non ho compreso.
--
La piena irresponsabilità dell'uomo per il suo agire e per il suo
essere è la goccia più amara che chi persegue la conoscenza deve
inghiottire.
F. Nietzsche
Temistocle
2008-07-30 23:46:13 UTC
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Post by Charles
Qui, comunque, più che l'animatore, è l'Animazione che ha qualcosa da dire
forse ho bisogno che mi esponi in modo più esteso cosa intendi per
animazione, perchè mi sa che non ho compreso.
L'Animazione è una professione sociale e l'animatore un professionista
che, utilizzando mezzi pertinenti indirizzati a certi soggetti, di cui
si ha buona conoscenza, tende a promuovere parti di materiale
espressivo che il soggetto può utilizzare. L'Animazione è orientata al
"far fare" non è ad esempio intrattenimento, seppur in certi frangenti
dell'intrattenimento possa servirsi, come può e deve servirsi di
particolari capacità comunicative e buona propensione all'empatia. Un
buon Animatore, facilita, traina, ma non si sostituisce mai alla
persona, o al gruppo di persone, cui si rivolge come animatore. Ovvio
che occorre avere una buona conoscenza del contesto e dell'utenza, se
posso dire, per poter comprendere i bisogni che esprime e tentare di
riuscire a darne soddisfazione.

Non so' se ho reso più chiara l'idea di animazione.

Temistocle
--
Temistocle

http://temistocliadi.blogspot.com/
Charles
2008-07-31 00:02:37 UTC
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Post by Temistocle
Non so' se ho reso più chiara l'idea di animazione.
beh un pò più chiara si, ma mi sfugge la sua portata.
può indurre un cambiamento diffuso e radicale in presenza di una crisi
culturale?
--
La piena irresponsabilità dell'uomo per il suo agire e per il suo
essere è la goccia più amara che chi persegue la conoscenza deve
inghiottire.
F. Nietzsche
Temistocle
2008-07-31 00:19:45 UTC
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Post by Charles
Post by Temistocle
Non so' se ho reso più chiara l'idea di animazione.
beh un pò più chiara si, ma mi sfugge la sua portata.
può indurre un cambiamento diffuso e radicale in presenza di una crisi
culturale?
In microcontesti e piccoli gruppi, l'Animazione facilita cambiamenti ma
sono sempre cambiamenti auspicati dalle persone o dai piccoli gruppi,
sono passaggi di stato. L'individuo diventa parte di "quel" gruppo e ne
ha coscienza, facilitato dall'Animatore in questo, ma tutto avviene per
il tramite di se stesso e dell'altro.
Il concetto di gruppo, già in sè, propone una lettura del contesto
sociale, diversa anche in termini culturali. Sui grandi gruppi però,
non sò come e quanta sia la portata dell'Animazione e dei suoi
strumenti, sò che alcuni stanno portando avanti al proposito
interessanti studi e di un certo rilievo. Posso citarne due; Enzo
Spaltro e Guido Contessa.

Temistocle
--
Temistocle

http://temistocliadi.blogspot.com/
Charles
2008-07-31 00:47:46 UTC
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Sui grandi gruppi però, non sò come e quanta sia la portata dell'Animazione e
dei suoi strumenti, sò che alcuni stanno portando avanti al proposito
interessanti studi e di un certo rilievo. Posso citarne due; Enzo Spaltro e
Guido Contessa.
sui grandi gruppi la vedo dura :-)
--
La piena irresponsabilità dell'uomo per il suo agire e per il suo
essere è la goccia più amara che chi persegue la conoscenza deve
inghiottire.
F. Nietzsche
piotr
2008-08-05 23:59:24 UTC
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Post by Temistocle
In microcontesti e piccoli gruppi, l'Animazione facilita
cambiamenti ma sono sempre cambiamenti auspicati dalle
persone o dai piccoli gruppi, sono passaggi di stato.
L'individuo diventa parte di "quel" gruppo e ne ha
coscienza, facilitato dall'Animatore in questo, ma tutto
avviene per il tramite di se stesso e dell'altro. Il
concetto di gruppo, già in sè, propone una lettura del
contesto sociale, diversa anche in termini culturali. Sui
grandi gruppi però, non sò come e quanta sia la portata
dell'Animazione e dei suoi strumenti, sò che alcuni
stanno portando avanti al proposito interessanti studi e
di un certo rilievo. Posso citarne due; Enzo Spaltro e
Guido Contessa.
Con tutto il rispetto, Temistocle, mi verrebbe da invitarti
ad andare a lavorare un po' in miniera.

Se non scrivessi "l'Animazione", la tua Nobile Specialita',
con la Maiuscola, e non fossi cosi sterilmente concentrato
sul tuo ombelico e sulla sua valutazione, forse riuscirei
anche a trattenermi.

Il Nietzschiano poi (ao' Charles, a sveglia!) che di fronte
a tanta pochezza tira di fioretto fatico a capirlo. (mi
ricordate il "op-la, op-la, op-la: ma giocate al calcio
deficienti" del vecchio Gaber)

Hayek e il "liberismo selvaggio" (tutto con le minuscole),
te che sei un professionista del bene, del bello e del buono
e' proprio meglio che li lasci perdere.

("so'" almeno scrivilo senza accento, da un minatore si
sopportano cose che in altri danno fastidio...)

E io che all'inizio pensavo che l'Animatore fosse Dio, o
chissa quale alta astrazione: invece sei tu, Temistocle, cazzo!

Va' a lavura', va'!
Charles
2008-08-06 00:55:39 UTC
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Raw Message
Post by piotr
Il Nietzschiano poi (ao' Charles, a sveglia!) che di fronte
a tanta pochezza tira di fioretto fatico a capirlo.
tutto non si può capire temo
--
La piena irresponsabilità dell'uomo per il suo agire e per il suo
essere è la goccia più amara che chi persegue la conoscenza deve
inghiottire.
F. Nietzsche
piotr
2008-08-06 08:49:19 UTC
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Post by Charles
Post by piotr
Il Nietzschiano poi (ao' Charles, a sveglia!) che di
fronte a tanta pochezza tira di fioretto fatico a
capirlo.
tutto non si può capire temo
Men che meno i manipolatori di professione.
Temistocle
2008-08-06 14:05:02 UTC
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Raw Message
Post by piotr
Post by Charles
Post by piotr
Il Nietzschiano poi (ao' Charles, a sveglia!) che di
fronte a tanta pochezza tira di fioretto fatico a
capirlo.
tutto non si può capire temo
Men che meno i manipolatori di professione.
Dimmi chi mi pagherebbe per manipolare e manipolare cosa.
--
Temistocle

http://temistocliadi.blogspot.com/
Temistocle
2008-08-06 13:57:53 UTC
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Post by piotr
Con tutto il rispetto, Temistocle, mi verrebbe da invitarti
ad andare a lavorare un po' in miniera.
E' strano, frequento questo gruppo da qualche giorno e trovo persone
che più che discutere del contenuto mi attaccano come persona e, magari
non hanno tutti i torti, non so' mai quel che ho detto finché non ho
sentito la risposta a quel che ho detto. Ho fatto per qualche anno il
muratore, tu? Tu che mestiere fai? come ti fatichi il companatico? Ho
fatto il cameriere, sono stato titolare di un mio esercizio
commerciale, ho fatto la guardia carceraria sotto il servizio militare,
ho allevato e dato da mangiare a due figli. Insomma mi sono fatto le
mie esperienze di vita. Tu, dal tuo castellino dorato, dal tuo pulpito,
come ti guadagni da vivere?
Post by piotr
Se non scrivessi "l'Animazione", la tua Nobile Specialita',
con la Maiuscola, e non fossi cosi sterilmente concentrato
sul tuo ombelico e sulla sua valutazione, forse riuscirei
anche a trattenermi.
Scrivo Animazione con la "A" maiuscola per attirare l'attenzione su chi
non ne conosce l'esistenza.
Post by piotr
Il Nietzschiano poi (ao' Charles, a sveglia!) che di fronte
a tanta pochezza tira di fioretto fatico a capirlo. (mi
ricordate il "op-la, op-la, op-la: ma giocate al calcio
deficienti" del vecchio Gaber)
Libertà è partecipazione. Libertà di far partecipare alle discussioni
anche troll che non hanno nulla da dire.
Post by piotr
Hayek e il "liberismo selvaggio" (tutto con le minuscole),
te che sei un professionista del bene, del bello e del buono
e' proprio meglio che li lasci perdere.
Ci vuol ben altro che un semplice nik col suono da scoreggia per dire a
me ciò che devo o non devo lasciare perdere. Se vuoi fare proprio a
cagnara, trolletto del cazzo, oggi potrei essere pure in vena.
Post by piotr
("so'" almeno scrivilo senza accento, da un minatore si
sopportano cose che in altri danno fastidio...)
Se so' ti da fastidio, forse il rafforzativo ha raggiunto uno scopo
utile.
Post by piotr
E io che all'inizio pensavo che l'Animatore fosse Dio, o
chissa quale alta astrazione: invece sei tu, Temistocle, cazzo!
L'Animatore non so', io *sono* anche un Animatore perché *faccio* anche
l'Animatore e, ti parrà strano, qualcuno mi paga pure per questo.
Post by piotr
Va' a lavura', va'!
Conosco un tizio, un leghista locale il quale, essendo un vagabondo
quando andava a scuola ha dovuto fermarsi molto presto negli studi ed
oggi, quel ragazzino vagabondo è divenuto un operaio in fabbrica e,
vedendo altri che invece allora si applicavano più di lui, meno
vagabondi insomma, che oggi magari insegnano in qualche Università, li
chiama: "vagabondi, andate a lavorare!". Quasi lavorasse solo lui. Tu
non sembri molto dissimile, se sei pure capogruppo di una qualche
maggioranza in qualche Consiglio Comunale ed in Consiglio bestemmi,
allora sei proprio lui. Che lavoro fai per permetterti di scrivere
tutte le puttanate che scrivi su un forum di Usenet?

Ora vado a lavorare, se non ti spiace, ho 19 dipendenti che mi
aspettano e non scrivo mai dal mio ufficio.

L'Ammiraglio Temistocle
--
Temistocle

http://temistocliadi.blogspot.com/
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